(troppo vecchio per rispondere)
Verbale di conciliazione - consigli
Coltrane
2009-06-26 10:21:24 UTC
Ciao a tutti,

la ns. collaboratrice domestica, dopo tre anni di lavoro nero (part-time
bisettimanale) presso un'altra famiglia, ha deciso di far valere le proprie
ragioni con l'aiuto di un sindacato e ora, con la bozza di accordo in mano,
chiede un consiglio anche a me... ignorantissimo.

Dal punto di vista economico l'offerta è da lei ritenuta congrua ed ha
effettivamente intenzione di chiudere la faccenda definitivamente, senza
ulteriori azioni di alcun genere. Oltre alla vostra preziosa opinione vi
chiedo, l'importo offertole è da considerarsi lordo o netto? Nel dubbio,
cosa può far scrivere in modo tale che venga considerato al netto di
eventuali tasse e ritenute (es. quella d'acconto su lavoro occasionale,
visto che ora cosi' viene definito nel verbale)???

In linea generale, vorrebbe (a ragione) che le eventuali imposte a pagarle
fosse l'ex datore di lavoro "alla fonte" e non lei... cmq per il resto che
ne pensate?

Grazie sin d'ora da parte sua per tutti i vostri consigli e suggerimenti. :)




VERBALE DI CONCILIAZIONE IN SEDE SINDACALE EX ART. 410-411 C.P.C.

Oggi XX/XX/2009 sono convenute presso la sede Camera del Lavoro di ... allo
scopo di esperire il tentativo di conciliazione in sede sindacale:

- il sig. ... conciliatore sindacale
- la sig.ra ALFA, lavoratrice, nata a ... codice fiscale ... residente in
...
- il sig. BETA, nato a ... codice fiscale ... residente in ... assistito
dall'avvocato ...

Il conciliatore, accertata l'identità delle parti, la capacità ed il potere
di ciascuna di esse di conciliare la controversia in esame, ha
preventivamente provveduto ad avvisare le parti stesse circa gli effetti
propri della conciliazione in sede sindacale, giusto il combinato disposto
dall'art 2113 IV Cod. Civ. e degli articoli 410 e 411 c.p.c.

PREMESSO CHE

1) la sig.ra ALFA, per il tramite del (ns. sindacato), lamentava il
pagamento di differenze retributive

2) il sig. BETA respingeva recisamente tutte le contestazioni e le pretese
mosse dalla sig.ra ALFA, pur dichiarandosi disponibile ad una soluzione
bonaria della controversia, senza tuttavia voler riconoscere le pretese
avanzate dalla sig.ra ALFA

Tutto ciò premesso, le parti hanno deciso di conciliare l'insorta
controversia, alle seguanti condizioni:

a) le premesse formano parte integrante del presente accordo.

b) la sig.ra ALFA rinuncia a qualsiasi pretesa, diritto ed azione, dedotti
e/o deducibili, direttamente e/o indirettamente dalle pretese avanzate a
mezzo del sindacato e dichiara di NON aver intrattenuto con il sig. ALFA
alcun rapporto di lavoro in regime di subordinazione con tutto ciò che
consegue, trattandosi di prestazioni OCCASIONALI.

c) il sig. BETA accetta le rinunce di cui al punto b).

d) a fronte di tale rinuncia, allo scopo di addivenire ad una soluzione
bonaria della controversia e senza riconoscimento alcuno delle pretese
avanzate, il sig. BETA offre di corrispondere alla sig.ra ALFA la somma
complessica di euro ... a titolo transattivo e novativo alla sottoscrizione
del presente verbale.

e)con la sottoscrizione del presente verbale le parti dichiarano di non aver
null'altro a pretendere reciprocamente, per ogni e qualsiasi ragione e/o
titolo, anche non dedotto, direttamente o indirettamente connessi e/o
deducibili alle pretese avanzate dalla sig.ra ALFA tramite ns sindacato.

Salvo quanto sopra, le parti si danno atto dell'avvenuta conciliazione ad
ogni effetto e, mentre dichiarano di aver composto in via definitiva ogni
pendenza tra loro insorta, si impegnano a non intentare giudizio.

Firmato...
mt
2009-06-26 12:02:18 UTC
Post by Coltrane
In linea generale, vorrebbe (a ragione) che le eventuali imposte a pagarle
fosse l'ex datore di lavoro "alla fonte" e non lei...
il datore di lavoro domestico, non riveste la qualifica di sostituto di
imposta.
Pertanto gli importi erogati a qualunque titolo, devono essere poi
dichiarati dal percettore, ed assoggettati a tassazione.
Coltrane
2009-06-26 12:10:46 UTC
Post by mt
Post by Coltrane
In linea generale, vorrebbe (a ragione) che le eventuali imposte a pagarle
fosse l'ex datore di lavoro "alla fonte" e non lei...
il datore di lavoro domestico, non riveste la qualifica di sostituto di
imposta.
Pertanto gli importi erogati a qualunque titolo, devono essere poi
dichiarati dal percettore, ed assoggettati a tassazione.
Ti ringrazio per il chiarimento. E' secondo te possibile configurare
la somma erogata (esempio da profano, un risarcimento per danno?) in
modo che non sia assoggettabile a tassazione ? Grazie per l'aiuto.